Sala dei documenti: 

 

al suo interno sono  esposte pregevoli edizioni originali delle opere del poeta che ripercorrono tutta la sua carriera dalla fase cosiddetta romana sino a quella napoleonica. 

I volumi risultano significativi sia per le rifiniture, spesso ottenute in preziosi caratteri e fregi oro, sia per la rarità dovuta alla limitatissima tiratura con cui vennero realizzati.  

Tra le opere di maggior interesse segnaliamo, per il periodo romano, l’editio princeps  della tragedia Aristodemo, edito presso la stamperia reale di Parma nel 1786, la celebre Bassvilliana ed inoltre la prima edizione collettiva delle Tragedie dell’Abate Vincenzo Monti, pubblicata nel 1778 e comprendente anche il Galeotto Manfredi. 

Per quanto concerne il periodo repubblicano, di notevole interesse è sicuramente la prima edizione delle Satire di Persio, sapientemente tradotte dal Monti, oltre alla II edizione del Caio Gracco. 

Numerose sono poi le prime edizioni di opere appartenenti alla fase napoleonica, tra le quali meritano una particolare menzione l’editio princeps di soli 100 esemplari de Il Bardo della selva nera, dedicato a Napoleone ed ancora La spada di Federico II re di Prussia e La Palingenesi politica. 

Del periodo  pavese - il Monti è  nominato professore di eloquenza presso quell’Università- è possibile ammirare la Prolusione da lui tenuta in occasione del suo incarico. 

La sua attività di linguistaè doviziosamente illustrata nella Proposta di alcune correzioni ed aggiunte al Vocabolario della Crusca. 

Nella medesima stanza  è possibile  vedere alcune  copie di  importanti scambi epistolari intercorsi  tra il Monti, il Manzoni e il Leopardi, oltre a diplomi e riconoscimenti, conferiti al poeta da tutte le più celebri Accademie Letterarie italiane.