Prometeo 
 Il primo canto è pubblicato a Bologna (1797) mentre usciranno postumi la fine del II canto e tutto il III. Il lavoro prende lo spunto dal Paradiso perduto di Milton ed immagina che il Titano, dopo che il fratello Epimeteo ha elargito alle bestie i beni che gli Dei hanno concesso agli uomini, veda la futura infelicità degli uomini sino a che non giungerà il giovane Bonaparte, eroe liberatore. Nuovo Prometeo saprà difendere gli italiani ed infondere nei loro animi amore per la pace e la libertà. 
Il Monti dice di essersi proposti due scopi:" promovere l’amore dei Latini e dei Greci, dai quali è molto tempo che ci discostiamo con detrimento sommo della nostra poesia; meritar bene di una patria libera, scrivendo finalmente da uomo libero". 
I manoscritti dell’opera sono visibili al museo storico dell’Università degli Studi di Pavia.