La Spada di Federico II. 

Firenze, Guglielmo Piatti, 1806. 
Poemetto in ottave in cui Napoleone, visitando la tomba dell’imperatore prussiano, impugna la spada del monarca ivi sepolto; una mano, grondante di sangue, vuole strapparla a Napoleone che però la conserva facilmente. La spada è portata a Parigi e là essa "parve di più pura - luce ornarsi e oblïar la sua sventura". Il Cesarotti sostiene che l’immagine della mano insanguinata potrebbe essere invidiata al Monti che risponde dicendo d’essersi ispirato al Machbet di Shakespeare.