La Musogonia
Canto unico del Cittadino Vincenzo Monti Ferrarese. 
Edizione seconda - Milano presso Pirotta e Maspero - Stampatori - Librai 
nella contrada degli Armorari, n.° 3118, Anno 6° Rep.°, 1807. 

A pagina III in alto a sinistra sta scritta la parola Libertà ed in alto a destra la parola 
Eguaglianza. Sotto Milano 10 Vendemmiatore anno 6° Repubblicano. Ancora sotto: 
Vincenzo Monti al cittadino Fortunato Stella. 
L’Autore lamenta di aver visto la sua opera solo due mesi dopo la stampa; e la trova 
assassinata e straziata dal tipografo che ha posto tutto alla rinfusa "come gli atomi 
d’Epicuro". Impone all’editore di non diffonderla più poiché egli porrà mano ad un’altra 
edizione in Milano. Aggiunge che non farà la stessa cosa per il Fanatismo e la 
Superstizione dei quali ha ceduto la proprietà. Prega l’amico di comunicare all’editore il suo 
torto e di non far più parola della ristampa del Prometeo. 

" Salute e fratellanza, 

  V.Monti 

Musogonia: è un poemetto di 78 ottave in cui si narra la nascita delle Muse: 

                       Muse, o sante Dee, la vostra arcana  

                        Origine vuo’ dir con pio linguaggio,  

                        Se mortal fantasia troppo non osa  

                        Prendendo incarco di celeste cosa.  

Le Muse vengono poi collocate nell’Olimpo accanto alle divinità e stringono un patto 
d’amicizia con le Grazie e con Cupido: 

                          Più volubili allor l’inclite Dive  

                       Mandar dal labbro più sonanti e vive  

                        La densa celebrar stirpe de’ numi,  

                       Quanti le selve, e de’ ruscei le rive,  

                        E de’ monti frequentano i cacumi,  

                      Quanti ne nutre il mar, quanti nel fonte  

                       Dell’ambrosia lassù bagnan la fronte.  

L’ottava 75 esalta "...d’Ausonia l’Alessandro e il Numa" (scomparirà, essendo del tutto 
mutati i tempi, nell’edizione del 1826). Chiude l’opera un grido per l’unità d’Italia: 

                        Una deh! Sia la patria, e ne’ perigli  

                        Uno il senno, l’ardir, l’alme, le vite.  

                       Del discorde voler che vi scompagna  

                     Deh non rida, per dio!, Roma e Lamagna.  

Seguono le note dell’Autore, come sempre precise, rigorose e puntuali.