La Bellezza dell’Universo 

Canto letto dal Monti stesso in Arcadia nel 1781, in occasione delle nozze tra il nipote del Papa, Luigi Braschi Onesti e la contessa Costanza Falconieri (l’opera contribuisce certamente alla nomina del Monti a segretario di Casa Braschi). 

La Bellezza dell’Universo descrive il mirabile ordine dell’universo fisico, le varie fasi della Creazione fino a giungere all’Uomo, rappresentato nella sua bellezza esterna ed interiore. Seguono la descrizione del Bosco Parrasio, luogo sacro alle Muse, dove gli Arcadi sono riuniti per festeggiare le nozze ed  una variazione sul Tempo che deturpa la Bellezza, mentre la Virtù rimane incorruttibile. Ecco un esempio delle limpide e fluide terzine dantesche in cui è scritto il canto: 

Stavasi ancora la terrestre mole
Del Caos sepolta nell’abisso informe,
E sepolti con lei la Luna e il Sole,
E tu del sommo Facitor su l’orme
Spaziando, con esso preparavi
Di questo mondo l’ordine e le forme.
...
Poi ministra di luce e di portenti
Del ciel volando pei deserti campi
Seminasti di stelle i firmamenti:
Tu coronasti di sereni lampi
Al Sol la fronte; e per te avviene che il crine
Delle comete rubiconde avvampi.
...
E di rose all’aurora empiesti il grembo,
Che poi sovra i sopiti egri mortali
Piovon di perle rugiadose un nembo.