CASA MONTI
ALFONSINE
 
NEOCLASSICISMO

Il Monti è quasi unanimemente considerato il principe del neoclassicismo, una corrente culturale e di pensiero, nata verso la fine del Settecento e diffusasi poi rapidamente nell’intera Europa, tesa a rinnovare la passione per il  mondo classico  e favorita da importanti ritrovamenti archeologici. Appartengono infatti a questo periodo le scoperte di Ercolano e Pompei, gli scavi e gli studi a Roma ed in Grecia dei quali tratta diffusamente in molte sue opere il   Winckelmann  . 

 

Non bisogna peraltro dimenticare i musei fondati o ristrutturati, il rifiorire degli studi storici, la rivalutazione dell’antichità che fa dire a  Diderot  "...l’antichità insegna vedere la natura", il trionfo di quella "ragione" che è guida per gli antichi, le statue, le pitture, l’incisione, vanto di questo periodo, l’amore per la musica: da tutto questo nasce il gusto neoclassico, il cui canone estetico è sicuramente la "regolarità", vale a dire la fedeltà assoluta al modello classico. La poesia neoclassica si ispira allo spirito ellenistico segnato da un ideale di serenità e compostezza, di assenza di passioni: è un ritorno alle origini al di fuori e contro ogni imitazione accademica di formule classicistiche applicate rigorosamente, non assimilate tramite la comprensione dello spirito ellenistico. Bellezza è per i neoclassici grazia; grazia che costituisce la misura, l’equilibrio tra forma ed espressione che conducono al conseguimento di un ritmo di perfetta armonia. E tale atteggiamento è di facile comprensione ove si pensi ai tempi travagliati nei quali questi uomini vissero: la rivoluzione francese, la repubblica cisalpina, il periodo napoleonico, il ritorno degli Austriaci dopo la disfatta francese a Waterloo. Importantissimo lo studio dedicato alla questione della lingua (che ancora oggi ci affatica) dalla scuola del  purismo  che prende avvio dall’opera di  Antonio Cesari  e di  Basilio Puoti  fino all’interpretazione più moderna offerta dal Monti e dal genero  Giulio Perticari . Si può dunque parlare, come sostiene il Natali, di neoumanesimo? I nostri intellettuali non hanno come unico scopo il ritorno delle antiche forme; nonostante tutto quanto è stato detto e scritto, il neoclassicismo non è un momento anacronistico in un secolo che si prepara alla rivoluzione francese in quanto esso terrà alto, "coi suoi nuovi Bruti", la fiamma della Libertà e costituirà una ribellione della romanità contro ogni forma di assolutismo e dispotismo. E’ espressione di un contenuto nuovo, di sentimenti fervidi e profondi, che conciliano in modo perfetto l’antico con gli ideali della nuova classe sociale, la borghesia, che tanto contribuirà alla nascita di una coscienza nazionale ed unitaria. Scrive il Natali:" Quando studi questi autori ne ammiri la bellezza, ma esclami anche << inveni hominem> > ". Dunque merito del neoclassicismo italiano è il tentativo di tradurre in forme di bellezza classica un contenuto attuale e portare aria nuova all’interno di un classicismo sfiancato ed assopito nelle vecchie e pigre regole della pedanteria.