Il giorno onomastico della Mia Donna 

Questi versi, composti secondo lo schema della canzone libera, con endecasillabi misti a settenari, sono scritti tra il settembre del 1826 e il 15 ottobre dello stesso anno, giorno di Santa Teresa. Il Monti li dedica, in occasione appunto dell’onomastico, alla moglie Teresa Pikler, donna di rara bellezza e di forte carattere, senza dubbio eccellente compagna per il poeta, di cui sa reggere sapientemente le sorti mondane, nonostante le accuse mossele talvolta nei confronti dei suoi costumi ritenuti non troppo severi. 

Proponiamo qualche verso: 

...ma sperar ti giovi
che tutto io non morrò: pensa che un nome
non oscuro io ti lascio, e tal che un giorno
fra le italiche donne
ti fia bel vanto il dire:" Io fui l’amore
del cantor di Bassville,
del cantor che di care itale note
vestì’ l’ira di Achille".

La canzone può essere considerata l’ultimo vero componimento del poeta e di certo fra le sue "cose" migliori; a due anni dalla morte egli, ormai gravato dalla sordità e dalla semicecità, si rivolge al passato ripercorrendo con la memoria la vanità degli sforzi umani cantata con vena dolcemente elegiaca. Il componimento chiude una carriera che, per certi aspetti, può essere considerata eccezionale.