EPISTOLARIO di VINCENZO MONTI raccolto ed ordinato da ALFONSO BERTOLDI, Firenze, Felice Le Monnier, 1928. 

Nella prima pagina si può leggere un autografo del dottor Cassiano Meruzzi che dedica l’opera all’amico Marabini, guarito da un grave morbo. Segue la data: Maggio 1928, Anno VI°. 
La prefazione apre con una lettera che Teresa Pikler, l’adorata moglie del poeta, scrive a Teresa Bandettini di Modena ad un mese circa di distanza dalla dipartita di Vincenzo:"...Divenuta pertanto erede di ogni suo manoscritto, io mi occupo a raccogliere quanto possa un giorno mettermi in grado di pubblicare un’edizione delle opere sue meno imperfetta di quelle che, con vergogna dell’Italia, vennero finora alla luce; e soprattutto desidero unire le lettere di lui, sì perché molte ne credo degnissime d’uscire in istampa e sì perché spero, che conoscendosi l’intenzione mia di offerirne l’epistolario, sia messo un freno all’ingordigia di coloro che, volendo farne una speculazione commerciale, preferiscono alla gloria di Vincenzo Monti il loro privato interesse...". Teresa chiede all’amica di inviare le lettere del Poeta da lei possedute; la stessa richiesta rivolgerà a Margherita Bodoni, al Valeriani, al Rosini, allo Strocchi, a Mustoxidi... 
La prima edizione è del 1834 per i tipi del Lampasso in Milano; la seconda è del 1842 per i tipi di Giovanni Resnati, sempre in Milano (opera meritevole di attenzione, ma largamente incompiuta, in quanto raccoglie poco più di 50 pubblicazioni). In seguito il Bertoldi, assieme all’amico e collega di insegnamento prof. Giuseppe Mazzatinti, decide di porre mano ad un vero e proprio epistolario del Monti. Impresa irta di difficoltà superate in gran parte con l’aiuto di Carlo Piancastelli, straordinario e raffinato cultore di «cose romagnole», che fornì al Bertoldi un ricchissimo carteggio del Monti, del Comune delle Alfonsine (vi fu un notevole contributo per la pubblicazione da parte dell’ex - sindaco comm. Alberto Alberani, dell’altro ex - sindaco signor Mario Monti e del podestà del tempo rag. Mario Scapinelli e infine di alcune città, Bologna, Ferrara e Fusignano «che non potevano mancare all’appello»). 

La raccolta definitiva si divide in 6 volumi: I, 1771-1796; II, 1797-1805; III, 1806-1812; IV, 1813-1817; V, 1818-1822; VI, 1823-1828. 
Conclude la prefazione un lunghissimo elenco di personaggi cui il Bertoldi rivolge un caldo e doveroso ringraziamento.