Thomas Mann 

Nato a Lubecca nel 1875 e morto in Svizzera nel 1955. Nelle sue opere è rappresentata la crisi dell’ordo borghese che tuttavia Mann cerca di mantenere con disperato attaccamento. Perciò lo scrittore più amato da lui è Goethe, incarnazione di un mondo borghese ordinato, con regole fisse da osservare, àncora di salvezza in un’epoca d’aperta disgregazione. Goethe rappresenta anche la civiltà umanistica che Mann considera un momento di capitale importanza nella storia della civiltà europea. Tema ricorrente è quello dell’artista all’interno del mondo borghese: un uomo tormentato da suggestioni nichiliste e dall’altra parte tutto teso a riscattarsi per approdare ad un nuovo umanesimo che sia via d’uscita dalla violenza che caratterizza il XX secolo. Emblematica è la lettera che scrive al Preside della sua facoltà in cui rinuncia alla laurea honoris causa in quanto il vento del nazismo sta travolgendo tutto, cultura compresa. 

Fra le opere più significative ricordiamo: Der Zauberberg (La Montagna incantata), I Buddenbrook, la tetralogia Joseph und seine Brüder (Giuseppe e i suoi fratelli), il Doktor Faustus, il Tonio Kröger, Tod in Venedig ( Morte a Venezia) e i suoi saggi Betrachtungen eines Unpolitischen), Considerazioni di un impolitico e Adel des Geistes, (Nobiltà dello spirito).