F. M. A. Voltaire - La pulcelle Orléans (tradotta da Vincenzo Monti)
Prefazione di Giulio Natali, Formiggini Editore in Roma - Modena, Tipografia Ferraguti e C. - Luglio 1925. 

Nell’introduzione il Natali sottolinea le relazione di Voltaire con l’Italia: la conoscenza della lingua italiana, l’avversione per Dante, l’amore per l’Ariosto, le lodi al $Metastasio ed al $Goldoni, la corrispondenza con $Benedetto XIV (tesa a sancire il principio della tolleranza religiosa). Inoltre non va dimenticata l’importanza dell’Italia nella formazione culturale di Voltaire. Sconfinato è l’amore per l’Ariosto tanto è vero che nel suo Dizionario filosofico Voltaire afferma che " <l’Orlando Furioso> è insieme l’Iliade, l’Odissea e il Don Chisciotte". L’intento dell’autore francese, quando mette mano alla Pulzella è quello di scrivere un poeme ariostin; e infatti molti sono i punti di contatto: Giovanna e Rosamore ricordano Bradamante e Marfisa, Dunois sull’asino alato richiama Astolfo sull’ippogrifo, Agnese e Monroso sono praticamente Angelica e Medoro...Nuoce alla Pulcella di Voltaire l’accusa di immoralità, anche se l’opera di Voltaire rappresenta l’epica moderna, nazionale, sociale ed è l’esatta espressione del suo momento storico. Scrive il Natali:" Una cert’aria di famiglia avvicina il Boccaccio, il Rabelais, il Cervantes, il Voltaire; gli ànima tutti la stessa anima latina, lo stesso spirito ironico e beffardo: satura tota nostra est". 

Il Monti, che un tempo aveva definito la Pulcelle "il poema più empio di quanti potesse mai ideare l’irreligione", nel triste periodo parigino, traduce in ottava rima il capolavoro di Voltaire. Vi lavora due anni e, data la natura del contenuto, non vuole sia pubblicata, sì che la prima edizione è del 1878 per i tipi di Francesco Vigo, a Livorno. Vari i giudizi, fra i quali spiccano quello del Camerini che afferma che il Monti "giostra alla pari col Francese e talora lo vince" e quello del Natali che scrive:" per elegante facilità di verso e di rima, per vivacità di lingua, alla quale solo qualche gallicismo toglie pregio, per felicità di stile, che s’accosta alla divina naturalezza dell’Ariosto, quando non rasenta il voluttuoso colore del Marino, questa Pulcella ha tutta la bellezza d’una bella opera originale".