Pio VI (al secolo Giovanni Angelo Braschi) 

Nasce a Cesena nel 1717 e muore a Valence nel 1799. Eletto papa nel 1775 con l’appoggio della Francia, tenta una riforma finanziaria e catastale, legislativa e giudiziaria cui si accompagnano dibattiti tesi a svecchiare strutture ormai anchilosate. Sono famose le bonifiche dell’Agro Romano. E’ amante del mecenatismo, arricchisce la capitale, favorisce il nepotismo, amplia i già celebri Musei Vaticani. Per quanto riguarda la politica estera, si ricorda un viaggio a Vienna (di cui tratta il Monti nel Pellegrino Apostolico) che si traduce in un vero e proprio fallimento. Pio VI segue le vicende religiose della Francia rivoluzionaria fino alla Costituzione Civile del Clero (1790) ed all’occupazione di Avignone. 

Condanna duramente la Rivoluzione francese con un breve del 13 aprile 1791: è la rottura dei rapporti diplomatici fra la Santa Sede e la Francia. Nel 1796 è obbligato a riconoscere la Repubblica francese, anche se obtorto collo. I rapporti col Direttorio restano tesi fino a che Pio VI è portato prigioniero in Toscana, poi a Parma, Torino, Briançon e Valence dove muore. Pio VI è il segno più evidente della crisi della Chiesa cattolica e del papato settecentesco.