Pensieri d’amore

Dieci componimenti in endecasillabi sciolti, scritti negli anni in cui il poeta frequenta il 
salotto fiorentino di Fortunata Sulgher ove conosce Carlotta, una giovane fanciulla della 
quale s’innamora perdutamente. Forse il Monti ha presenti alcuni passi dei "Die Leiden 
des jungen Werthers" di Goethe; tuttavia il poeta giunge a risultati sublimi che, a differenza di altri suoi versi, possono essere facilmente fruiti senza l’ausilio di notizie 
erudite. Il verso corre via agile ed elegante ed offre un modello di perfezione unica e sensibilità nell’affrontare la tematica amorosa, che pare essere consona ad ogni epoca. 

Proponiamo alcuni endecasillabi dell’VIII pensiero d’amore: 

                       Alta è la notte, ed in profonda calma  
                     Dorme il mondo sepolto, e insiem con esso  
                        Par la procella del mio cor sopita.  
                                     ...  
                      Oh vaghe stelle! E voi cadrete adunque,  
                        E verrà tempo, che da voi l’Eterno  
                       Ritiri il guardo, e tanti Soli estingua?  
                                     ...  
                    Oh rimembranze! Oh dolci istanti! Io dunque,  
                    Dunque io per sempre v’ho perduti, e vivo?  
                     E’ questa la calma di pensier? Son questi  
                      Gli addormentati affetti? Ahi, mi deluse  
                        Della notte il silenzio, e della muta  
                       Mesta Natura il tenebroso aspetto!  

Vorrei far notare come il Leopardi attinga copiosamente a questa lirica, specie per quanto 
concerne le Ricordanze, il cui incipit è identico al verso montiano:" Vaghe stelle...". 
Inoltre, quando leggiamo A Silvia, non possiamo non accorgerci che la seconda parte dell’idillio leopardiano ha il medesimo andamento finale del pensiero del Monti.