Mondo classico  

Si intende il mondo greco - latino, anche se non riteniamo che  il termine classico debba riferirsi solamente a quel mondo né accettiamo il termine da estendere in senso stretto all’imitazione (per cui classico significherebbe esclusivamente autore da imitare). Quindi per noi, uomini di cultura europea, l’espressione cultura classica descrive sì la cultura greca e romana, ma non nel senso che quella cultura sia per noi paradigmatica, ma nel senso che essa rappresenta tuttora un’esperienza storicamente valida, un elemento centrale della nostra cultura. E’ assai difficile comprendere il presente se noi recidiamo i fili che ci legano al passato. Citiamo Thomas Stearns Eliot che scrive:" Nell’epoca nostra, quando gli uomini sembrano sempre più portati a confondere la saggezza con la dottrina e la dottrina con l’informazione, e a cercare di risolvere i problemi della vita in termini di ingegneria, sta sviluppandosi una nuova specie di provincialismo che forse merita anch’esso un nome nuovo. E’ un provincialismo non di spazio, ma di tempo: per cui la storia non è che la cronaca delle invenzioni umane via via superate e messe da parte, e il mondo proprietà esclusiva dei vivi, una proprietà di cui i morti non possiedono azioni"; e ancora Cesare Pavese ne Il mestiere di vivere:"...Da noi l’elocuzione si fa casta e scarna, trova il suo ritmo in qualcosa di ben più segreto che non le voci delle cose: quasi ignora se stessa e, se dobbiamo dire tutto, è parola a malincuore. Questa è la nostra inquietudine: sospetto verso la parola che è al tempo stesso unica nostra realtà. Cerchiamo la sostanza di ciò che non ci convince: per questo esitiamo e soffriamo"; questa dichiarazione ci insegna a sentire che essa è collocata in una durata latina e greca, lungo la cui linea troviamo Seneca. Noi non possiamo capire Pavese se prescindiamo dalla sua e dalla nostra cultura. Dunque il messaggio è chiaro: conoscere gli antichi per capire il presente. Il mondo greco per primo giunge alla consapevolezza che compito dell’uomo è la ricerca, libera e disinteressata, della verità; studiando la letteratura latina tocchiamo con mano con quanta fatica gli intellettuali siano pervenuti alla coscienza dell’autonomia della cultura e, più in generale, a credere nella cultura come valore autonomo, che trova in se stesso la sua giustificazione.