Luigi Settembrini  

Nasce a Napoli nel 1813 e compie studi giuridici in linea con la tradizione familiare; in seguito abbandona il diritto per le belle lettere che meglio lo aiutano nella sua opera di educatore, di amante della libertà, di fiero avversario della tirannide (non sarà un caso che Thomas Mann, in uno dei suoi romanzi più celebri - Der Zauberberg, La montagna incantata - chiami il suo umanista Settembrini in contrapposizione al nazionalista Naphta). 
Arrestato nel 1839 e rilasciato nel 1842, si dedica alla stesura della Protesta del popolo delle Due Sicilie che esce anonima anche se tutti l’attribuiscono al Settembrini. Si iscrive alla Unità Italiana e viene di nuovo arrestato; processato, viene condannato alla pena di morte poi commutata in ergastolo. 

In seguito l’ergastolo viene trasformato in esilio in terra di Argentina, ma la nave sulla quale viaggia, dirottata, approda in Irlanda da dove si trasferisce in Inghilterra. Ritorna in Italia nel 1860 e nel 1861 gli viene conferito l’incarico di docente di letteratura italiana nell’Università di Napoli. Il suo insegnamento è caratterizzato profondamente dall’intransigente difesa dell’autonomia dello Stato italiano dal potere del Papa. Muore a Napoli nel 1876. Le sue opere più importanti sono una Storia della letteratura italiana e le Ricordanze della mia vita (uscite postume nel 1879) segnate da una rimeditazione del proprio passato senza peraltro dimenticare gli entusiasmi patriottici della propria giovinezza.