Johann Joachim Winckelmann  

Nasce a Stendal (Prussia) nel 1717 e, pur in mezzo a mille difficoltà economiche - è figlio di un umile calzolaio - si laurea in teologia all’Università di Halle. Profondo conoscitore dell’antichità classica, diviene bibliotecario a Nöthnitz presso il conte Bünau che gli mette a disposizione una delle maggiori biblioteche europee. Innamorato dell’Italia, accetta l’offerta del nunzio pontificio Mons. Alberico Archinto di divenire bibliotecario presso il cardinale Passionei (a condizione che egli divenga cattolico). Può visitare le più belle città italiane e fioriscono i suoi primi studi: Erinnerung über die Betrachtung der Werke der Kunst (Avvertimenti su come leggere un’opera d’arte), Von der Grazie in den Werken der Kunst (Della grazia nelle opere d’arte) e Beschreibung des Torso in Belvedere (Descrizione del Torso in Belvedere) nei quali elabora un nuovo concetto di gusto. Esso è senso interno, azione spirituale disgiunti dalla razionalità. Poi l’opera maggiore Geschichte der Kunst des Altertums (Storia dell’arte dell’antichità) che ha le sue fonti nelle opere di Plinio il Vecchio, di Vitruvio fino agli scrittori del secolo decimosettimo. Egli definisce l’arte greca come tipo unico della bellezza artistica in continua evoluzione, attraverso l’antico, il sublime e il bello. Muore a Trieste nel 1768 ucciso per rapina da un avventuriero.